lunedì 13 febbraio 2012

Gb: in arrivo primo spot tv per cani

LONDRA - Spot e' un nome per cani per eccellenza nel mondo anglosassone e dunque d'ora in poi il gioco di parole sara' semplice: nel Regno Unito va onda oggi il primo spot televisivo destinato al piu' fedele amico dell'uomo. Il 'carosello' per Spot contiene suoni ad alta frequenza che l'orecchio umano non puo' sentire. Il messaggio pubblicitario, una parodia di un minuto del film The Italian Job', e' in onda in prima serata su ITV1 per reclamizzare i prodotti di Bakers, una marca di cibo per cani. 

Notizia tratta da www.ansa.it

mercoledì 8 febbraio 2012

Via libera del giudice: il cane all'ospedale dalla padrona ricoverata

La sentenza: «Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse garantiti dalla Costituzione»
È una storia veramente antica quella del rapporto affettivo che lega il cane al suo padrone e, per converso, il padrone al suo cane. Antica e immutabile nella sua essenza, a far capo da coloro che per primi strinsero un rapporto affettivo con un animale capace di sentimenti, come appunto può essere un cane. E penso ai nostri antenati del paleolitico che per primi scoprirono quel vincolo fatto d'affettività che li legava, contraccambiati, ai primi giovani lupi da essi addomesticati. Ed essenziale è percepire che niente avrebbe funzionato, nel processo d'addomesticamento, se tra quelle persone umane e quelle altre non umane (nel caso canine) non fosse scattato un qualcosa di simile all'amore. Né caccia, né pastorizia, né guardia. Niente insomma: nessun mestiere. Perché il cane il suo lavoro lo fa solo perché ama il suo padrone. Il suo è un rapporto fatto così e non può essere diversamente, e di ciò tanto hanno scritto letterati, storici, psicologi, naturalistici.

Se il rapporto tra cane e padrone è ancora quello, immutabile, di quando si instaurò la prima alleanza, il significato e soprattutto il valore di quello strano sentimento d'amore che lega un umano e un non umano è molto cambiato nel tempo. La legge, per esempio, solo recentemente ha iniziato a codificare al fine di riconoscere e garantire questa forma d'amore.

Ed ecco allora il lato nuovo, a suo modo rivoluzionario, di prendere cognizione, al fine di tutelarlo, di questo forte rapporto affettivo. La storia, in breve, è questa: una signora con gravi patologie viene ricoverata in una clinica e chiede di poter incontrare ogni tanto il suo cane. Secondo il regolamento, però, il cane non può entrare nella clinica e così la richiesta finisce sul tavolo del giudice tutelare di Varese, Giuseppe Buffone. La sentenza, di pochi giorni fa, è assai articolata, e in essa si sancisce che il «sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale...».

In tale sentenza si fa inoltre riferimento al fatto che, «in base all'evoluzione della coscienza sociale e dei costumi, il Parlamento abbia ritenuto che un tale sentimento costituisse oramai un interesse da trarsi dal tessuto connettivo della Charta Chartarum...». Parole certo difficili, anche se il senso generale non può sfuggire ad alcuno, e lo stesso vale anche per questi altri passaggi assai significativi: «Lo Stato e le Regioni possono promuovere di intesa (...) l'integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia degli animali e del loro rispetto...».

E, in questo caso facendo riferimento alla Convenzione europea di Strasburgo: «La legge ha riconosciuto che l'uomo ha l'obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l'uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l'importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società».

Ed è così che il caso della signora di Varese che, come certifica la sentenza, pur essendo afflitta da varie e dolorose patologie «conserva lucidità mentale e appare capace di intendere e di volere», può produrre importanti ricadute generali per gli animali e per quelli che li amano.

Articolo tratto da www.corriere.it

mercoledì 14 dicembre 2011

«La razza migliore? Quella che ha bisogno di te»

«Un cucciolo? Non compratelo, adottatelo in un rifugio. E imparate il suo linguaggio»: Simone Dalla Valle, il dog trainer di «Missione Cuccioli» che tutti i giorni educa i cani ospiti del canile.

Quello immerso nella campagna, alle porte di Pavia, è, sì, un canile. Ma è molto diverso da come lo si immaginerebbe. Una volta varcato il cancellone della Dogmar, ci sono dei giardinetti recintati in cui i cani possono stare all’aperto, ci sono tubi e ostacoli con cui possono giocare e allenarsi e ci sono anche ampi spazi di verde in cui correre e annusare tutti i profumi dei prati bagnati di rugiada. E poi, assieme a tutto questo, c’è anche lui, Simone Dalla Valle, idolo di tutti i bambini (e spesso anche dei loro genitori) che seguono «Missione Cuccioli» e «Missione Cuccioli Club» (in onda il lunedì, alle 21, sul canale 601 di Sky DeaKids). 

OBIETTIVO EDUCAZIONE - Vedendolo giocare con il suo muscoloso cagnolone Sentinella non si capisce chi si diverta di più. Sentinella ha dieci anni e l’educatore cinofilo — che ricorda sempre: «E’ importante adottare un cane in canile piuttosto che comprarlo in negozio o nelle fiere. Se proprio si vuole comprare un cane e non adottarlo meglio allora rivolgersi a un allevatore professionista che ci faccia conoscere i genitori» — l’ha incontrato cinque anni fa in un canile, appunto. Inutile dire che si tratta di un cane educatissimo, che sembra capire ogni parola che esce dalla bocca di Dalla Valle per la prontezza con cui risponde a tutti i suoi comandi. Ma l’educatore assicura che con un po’ pazienza si possono ottenere risultati straordinari con ogni cane. Così, oltre a tutti i consigli che in televisione dà a chi ha deciso di far entrare nella prioria famiglia un cucciolo (ma non solo) o a chi è intenzionato a farlo, Dalla Valle ha svelato per i lettori di Corriere.it qualche altro prezioso suggerimento su come comportarsi con il proprio animale e divertirsi assieme a lui. 

LINGUAGGIO DEL CORPO - Come concentrarsi su quello che si comunica attraverso il proprio corpo: «I cani tra loro utilizzano il linguaggio del corpo e per questo sono portati ad osservarci. Si possono fare esercizi facendoli concentrare sulle nostre mani: muovendole nel modo giusto, per esempio alzandole sulla loro testa, spingono il cane a sedersi». Ma quando iniziare ad educare un cucciolo? Bisogna cominciare subito oppure è meglio aspettare quando è un po’ più adulto e meno «vivace»? «La prima cosa da fare con dei cuccioli è stimolarli e premiarli quando fanno delle azioni positive. Per esempio aspettando che si calmino prima di dargli come premio un boccone di qualcosa di buono. E’ il primo passo per fare di loro dei cani educati». E che messaggio si può dare ai lettori per chiudere? «Direi una frase che mi ha detto mio padre. Qual è la razza migliore? E' quella che ha bisogno di te. Quindi un cane andate a prenderlo in canile».

articolo tratto da www.corriere.it

giovedì 3 novembre 2011

Il Milan adotta la cagnolina Lucy

Si chiama Lucy ed è una cuccioletta rimasta senza la sua mamma, morta durante il parto. Per lei si erano già aperte le porte di una gabbia, in un canile. La sua vita avrebbe avuto come imprinting il mondo a scacchi visto da dietro le sbarre. E il suo destino sarebbe stato incerto, legato alla disponibilità di qualche famiglia ad accoglierla nella propria casa. Un destino comune purtroppo a migliaia di cani e di gatti che affollano strutture di accoglienza sparse per l'intero Paese. Ma la sorte ha voluto che Lucy incontrasse degli angeli, l'ex «Iena» Marco Berry e i piccoli agenti speciali che lo affiancano in «Bau Boys», la trasmissione di Italia Uno. E poi dei «diavoli». Che in questo caso non sono demoni, ma «diavoli» dal cuore buono. E dalla maglia rossonera. Il destino di Lucy l'ha infatti portata a Milanello, il centro sportivo teatro dei ritiri del Milan. Dove ora non ha un padrone ma tanti nuovi amici: il mister Massimiliano Allegri e tutti i suoi calciatori. Che hanno deciso di adottarla e di affiancarla ad Huber, il pastore tedesco che da sempre vive ai margini del campo di calcio e che ora le farà da «nonno».

NUOVA CASA A MILANELLO - Allegri, in realtà, ha fatto qualcosa di più che promuovere l'adozione di Lucy (la vicenda sarà raccontata da «Bau Boys» nella puntata di domenica 23 ottobre, su Italia Uno alle 19): ha deciso di farsi testimonial delle adozioni degli animali ospiti dei canili di tutta Italia. 
 
Ed era proprio questa la missione del sergente Berry e dei suoi piccoli soldati, che settimana dopo settimana cercano di aiutare animali in difficoltà risolvendo i casi più difficili: trovare personaggi disponibili a sostenere la causa delle adozioni a distanza, che tutti i canili promuovono e che consentono anche a chi non ha la possibilità di accogliere un cane o un gatto nella propria abitazione di contribuire al funzionamento dei rifugi e, di conseguenza, al sostentamento degli animali in vista del passaggio successivo, ovvero l'adozione vera da parte di una famiglia. Non solo: le adozioni a distanza sono particolarmente indicate per quegli animali in condizioni di salute particolarmente serie e gravi che, nei rifugi, possono trovare spesso un grado di assistenza specializzata che non sempre chi è alle prime armi è in grado di portare avanti. Tra gli ospiti del Rifugio G3A di Marcallo con Casone (Milano), di cui Berry and co. si sono fatti portavoce, ci sono ad esempio un cane epilettico ed un altro parzialmente paralizzato. Considerata la difficoltà di spostarli, potrebbe essere più opportuno garantire a queste strutture supporto, aiuti in denaro, cibo, coperte, materiali utili. Di qui l'iniziativa dei «Bau Boys» a cui Allegri e il resto dei rossoneri hanno aderito con entusiasmo. 
 
LA BANDA DI BERRY - «Bau Boys» nasce proprio con l'intento di risolvere concretamente situazioni difficili. Tutte le missioni promosse dalla squadra di Berry hanno intenti benefici. Nel corso delle varie puntate del programma sono stati affrontati anche temi molto delicati, come il diritto di non vedenti e disabili di accedere con i propri cani a qualsiasi struttura alberghiera o come la riflessione sulla morte drammatica nei macelli e la vita in condizioni inaccettabili che tocca spesso a vitelli, maiali, galline. Dalla trasmissione è nato anche un sito internet che resterà in attività anche dopo la fine del primo ciclo di trasmissioni e che si propone come community per gli amanti degli animali dove è possibile segnalare casi da risolvere e dove trovare informazioni su come agire in prima persona quando un amico scodinzolante (ma non solo: l'obiettivo è aiutare ogni genere di animale) ha bisogno di aiuto. 

Articolo tratto da www.corriere.it

lunedì 24 ottobre 2011

Yorkshire Terrier

Non esiste purtroppo una documentazione attendibile sulle origini di questo piccolo terrier. Sicuramente in antichità, gli antenati di questa razza erano specializzati ed addestrati dall’uomo per la caccia dei roditori; abilità che tuttora possiede. Alla fine dell’Ottocento questa razza era chiamata in Inghilterra “Broken-Haired Scotch Terrier”, successivamente gli venne assegnato il nome che noi tutti conosciamo. C’è chi sostiene che la nascita di questa razza sia avvenuta con dei vari accoppiamenti con il “Clydesdale”, razza ormai estinta simile allo “Skye terrier”. Altri invece sostengono la teoria degli incroci con il “Maltese”. Divenuto popolare in tutta Europa ed anche negli U.S.A.
 
Aspetto generale 
Cane di piccola taglia, mesocefalo. La sua forma è raccolta. Possiede un particolare tipo di pelo, molto liscio e lungo che cade ai due lati del corpo perfettamente dritto. L’animale è molto compatto e molto ben proporzionato.
 
Carattere
E' un cane molto allegro e gioviale. Possiede tutte le caratteristiche che un perfetto cane da compagnia deve avere. Sa essere anche un eccellente guardiano ed a volte esprime anche le sue spiccate doti di “sentinella”. Molto affettuoso per il suo padrone dal quale non si allontana mai. La sua rapidità nei movimenti è straordinaria. E’ una razza che necessita di periodici accorgimenti per quanto riguarda il pelo. ‘ divenuto, di norma, il cane “alla moda” soprattutto per le signore.
Il cane Yorkshire è un animale estremamente curioso e intelligente. Ama i divani, giocare, uscire e comunque fare sempre qualcosa. Capisce quando il padrone è triste e quando vorrebbe giocare con lui ma non può. Sa chiamare quando vuole qualcosa e richiede il centro dell'attenzione. Difende i padroni, capisce chi è in difficoltà e se si tratta del padrone stesso tenta di aiutarlo. E' un attento allertatore, tende a difendere il territorio e a segnalare la presenza di sconosciuti abbaiando.

venerdì 21 ottobre 2011

Cani anziani impegnati nella Pet therapy

Gli anziani nelle case di riposo di Roma e provincia saranno rallegrati dalla presenza di cani non più giovanissimi grazie al progetto “Umberto D.”
 
Martedì 18 ottobre è stato presentato in Campidoglio a Roma il progetto dell'associazione “Con Fido nel Cuore” che prevede in via sperimentale la ricollocazione dei cani anziani presenti presso i canili municipali quali operatori di Pet Therapy nell'ausilio degli anziani.
Con il contributo di veterinari e di esperti comportamentisti i cani verranno inseriti progressivamente nelle case di cura e nelle strutture rivolte agli anziani romani con l'obiettivo di portargli sollievo e di garantire a cani che difficilmente potrebbero essere oggetto di adozione, un futuro dignitoso e tutto l'affetto che gli anziani ricambieranno.
Il progetto denominato “ Umberto D”, verrà realizzato in tre fasi con una prima individuazione delle strutture adatte, la presenza del cane all'interno della casa di un operatore per essere formato e in ultima analisi l'inserimento nella casa di riposo presso la quale il cane diventerà utile sostegno e co terapeuta dei pazienti anziani.

giovedì 20 ottobre 2011

Nasi rossi, musica e animali: ecco l'Happy Valley per curare i bimbi

Al Policlinico Umberto I il primo centro in Italia di coterapie: a disposizione delle famiglie in difficoltà pet-therapy, onoterapia, musicoterapia, clownterapia.

ROMA - «Un sorriso accorcia le distanze e allunga la vita». È più che un motto per la nuova iniziativa dell'Associazione Antas Onlus con il sostegno di Fondazione Roma - terzo settore (e il patrocinio della provincia di Roma e del Policlinico Umberto I) . Nell’ospedale romano sta per aprire il primo centro in Italia di coterapie: pet-therapy, onoterapia, musicoterapia, clownterapia saranno a disposizione dei bambini, soprattutto di quelli in difficoltà e delle loro famiglie. «Happy Valley» è il nome del nuovo centro: la presentazione è in programma martedì 18 ottobre, alle 16, ed è curata dall’associazione Antas.

COTERAPIE – La pet therapy non è riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale perché le ricerche scientifiche che ne mostrano l’utilità sono ancora carenti. Ma uno studio condotto con cani e anziani, riportato nel Rapporto 2010 dell’Istituto superiore di sanità, testimonia benefici chiari e misurabili: terapie che stimolano l’interazione con gli animali e gli ormai noti «nasi rossi» dei clown dottori, il cui padre è Hunter «Patch» Adams. Tanto sono ormai evidenti i benefici di queste terapie che, a maggio dello scorso anno, l’università Roma Tre ha lanciato il primo master in Comicoterapia per la formazione del clown dottore. Presto nella «Happy Valley» promossa dall’Umberto I sarà possibile sperimentare tutte queste terapie in una sola struttura. Alla realizzazione del centro – sorgerà a San Polo dei Cavalieri, a pochi chilometri da Roma – che ha contribuito la Fondazione Roma con il patrocinio del Policlinico Umberto I e della Provincia di Roma. Martedì 18 presentano la nuova «Happy Valley» la fondatrice dell’associazione Antas, Daria Pedullà, Antonello Capparelli, direttore Generale dell’Azienda Policlinico Umberto I, il direttore sanitario, Vincenzo Renzini.
GIOCHI E MUSICA PER STARE MEGLIO – L’associazione Antas Onlus (Associazione nazionale terapie alternative e solidali) è stata fondata nel 2006 e da alcuni anni svolge attività di volontariato nei reparti di pediatria del Policlinico Umberto I e nei reparti di geriatria del Policlinico Italia di Roma con operatrici e operatori formati e qualificati. 

Articolo tratto da corrieredellasera.it