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lunedì 24 ottobre 2011

Yorkshire Terrier

Non esiste purtroppo una documentazione attendibile sulle origini di questo piccolo terrier. Sicuramente in antichità, gli antenati di questa razza erano specializzati ed addestrati dall’uomo per la caccia dei roditori; abilità che tuttora possiede. Alla fine dell’Ottocento questa razza era chiamata in Inghilterra “Broken-Haired Scotch Terrier”, successivamente gli venne assegnato il nome che noi tutti conosciamo. C’è chi sostiene che la nascita di questa razza sia avvenuta con dei vari accoppiamenti con il “Clydesdale”, razza ormai estinta simile allo “Skye terrier”. Altri invece sostengono la teoria degli incroci con il “Maltese”. Divenuto popolare in tutta Europa ed anche negli U.S.A.
 
Aspetto generale 
Cane di piccola taglia, mesocefalo. La sua forma è raccolta. Possiede un particolare tipo di pelo, molto liscio e lungo che cade ai due lati del corpo perfettamente dritto. L’animale è molto compatto e molto ben proporzionato.
 
Carattere
E' un cane molto allegro e gioviale. Possiede tutte le caratteristiche che un perfetto cane da compagnia deve avere. Sa essere anche un eccellente guardiano ed a volte esprime anche le sue spiccate doti di “sentinella”. Molto affettuoso per il suo padrone dal quale non si allontana mai. La sua rapidità nei movimenti è straordinaria. E’ una razza che necessita di periodici accorgimenti per quanto riguarda il pelo. ‘ divenuto, di norma, il cane “alla moda” soprattutto per le signore.
Il cane Yorkshire è un animale estremamente curioso e intelligente. Ama i divani, giocare, uscire e comunque fare sempre qualcosa. Capisce quando il padrone è triste e quando vorrebbe giocare con lui ma non può. Sa chiamare quando vuole qualcosa e richiede il centro dell'attenzione. Difende i padroni, capisce chi è in difficoltà e se si tratta del padrone stesso tenta di aiutarlo. E' un attento allertatore, tende a difendere il territorio e a segnalare la presenza di sconosciuti abbaiando.

martedì 18 ottobre 2011

Il Rottweiler

Il Rottweiler è una razza canina, appartenente al gruppo dei molossi di tipo mastino.

È di colore nero focato con pelo corto e duro. Il peso varia da circa 50 kg del maschio a circa 42 kg della femmina. La razza è originaria della Germania e precisamente di Rottweil, città sul fiume Neckar, dove questo cane era utilizzato per la custodia delle carni dei macellai.
 
Origini e storia
La razza, come è conosciuta oggi, è stata selezionata nell'800 nella città tedesca di Rottweil, a partire da cani di tipo Bullenbeisser, che venivano utilizzati per compiti di custodia e conduzione delle mandrie e guardia ai magazzini delle carni macellate. In Europa la razza divenne popolare nei primi del '900 per merito di appassionati allevatori di Stoccarda, mentre negli Stati Uniti rischiò l'estinzione poco dopo l'introduzione.
 
Carattere
Questo cane viene descritto come equilibrato, protettivo e determinato, ma anche tranquillo, obbediente, addestrabile, coraggioso, indipendente e fedele al padrone al quale ricambia abbondantemente gli affetti e le cure che gli vengono offerte.

In ogni caso, l'istinto alla difesa del territorio è, in questo cane, molto forte, e la sua reazione contro quelle che esso percepisce come minacce territoriali può essere fatale.
Questa razza è tra quelle elencate nella Lista delle razze canine pericolose.
 
Il Rottweiler e i bambini
Particolare attenzione deve essere posta riguardo all'interazione del Rottweiler con i bambini. Il Rottweiler è generalmente un cane docile, amabile e protettivo nei confronti dei bambini della propria famiglia e se ben socializzato anche con altri bambini, non avendo subito dispetti o angherie da parte loro è portato ad essere tollerante, in quanto sa che non ha nulla da temere data la prestanza. Se non abituato potrebbe considerare i bambini qualora facciano schiamazzi, una minaccia per il territorio, la sicurezza sua e dei suoi cari e per le cose di sua proprietà (giochi, cibo, cuccia, componenti della famiglia). 


Non pochi sono i casi di aggressioni verso neonati o bambini, alcuni dei quali finiti in tragedia; è bene quindi tenere d'occhio i cani in presenza dei bambini e solo quando si è sicuri che li sappiano riconoscere ci si può fidare, unitamente a considerare che un neonato modifica un equilibrio affettivo all'interno della famiglia che può essere visto come una minaccia da scongiurare, è per questo che le femmine delle razze canine sono generalmente molto aggressive quando hanno i cuccioli. Si consiglia comunque la presenza di una persona adulta (questo vale per tutti i cani di una certa mole) perché è facile che un cane grosso possa ferire un bimbo anche solo giocando o urtandolo mentre corre e perché è importante sorvegliare che non siano i bambini a far del male al cane che spesso subisce senza reagire. Per tutte le razze di cani, ma in particolare per quelle più energiche, è opportuno insegnare ai bambini a non avere atteggiamenti bruschi ed imprevedibili tali da allarmarli. Nello standard tedesco risalente al 1980, viene detto che questo cane ama i bambini ed è pronto a difenderli come componenti del branco. In verità, la componente aggressiva di questa razza di cani, come di altri, è subordinata a un'incapacità educativa imposta da un padrone troppo spesso intento a considerare il cane un mero divertimento o il compiacimento di possedere un'arma o semplicemente un'alternativa all'antifurto. Tutte le razze di cani, come dimostrano platealmente le fonti, hanno attaccato l'uomo per motivi difficili da valutare.

Secondo alcuni, i Rottweiler sono cani affettuosissimi, docili, equilibrati e per evitare situazioni spiacevoli basterebbe imparare a gestire gli esemplari evitando addestramenti troppo violenti al fine di esaltare la loro naturale diffidenza e aggressività. Fino ad una certa età il carattere dei cuccioli è uguale per tutte le razze indistintamente. Incattivire un cucciolo perché ci sembra troppo buono creerà poi un cane difficilmente controllabile quando sarà cresciuto. Le caratteristiche specifiche della razza, per cui l'abbiamo scelta, emergeranno in modo del tutto naturale in età adulta. È possibile rovinare l'indole, pure del miglior cucciolo del mondo, addestrandolo esacerbandone il carattere brutale ed aggressivo e si potrà rieducare solo con l'ausilio di esperti.
 
UtilitàIl Rottweiler è un cane principalmente da guardia e difesa personale.

Essendo un cane da difesa è anche da compagnia ed è indispensabile che stia vicino al padrone che lo deve educare (più che addestrare) facendolo socializzare, già da cucciolo, con altri cani, persone, anziani, bambini ed altri animali. Più esperienze varie e positive avrà vissuto da giovane e più sarà equilibrato da adulto.

Anche se perfettamente in grado di svolgere attività da guardia, si consiglia di non abbandonarlo a se stesso relegandolo in un giardino, recinto o appartamento per troppe ore della giornata. Lasciato crescere in balia di se stesso, il cane rischierebbe di diventare eccessivamente aggressivo e incontrollabile anche con le persone che non minacciano la sua proprietà.

È preferibile seguire un buon corso di educazione ed obbedienza di base "cane/padrone". Dato il carattere, è consigliabile impostare il rapporto con garbo, coerenza e disciplina; determinazione, ma senza violenza o soprusi, soprattutto in fase di addestramento. Avendo ben presente cosa si vuole ottenere da un addestramento, senza improvvisare e utilizzando istruttori o scuole cinofile di provata esperienza.
 
NutrizioneL'alimentazione di questi cani deve essere ben curata e ben gestita dal padrone.

Il cucciolo dallo svezzamento sino ad un anno d'età ha bisogno di tre pasti al giorno. I tre pasti servono per non far appesantire l'animale e far gravare sulle ossa il peso del cibo sullo stomaco, poiché la digestione del cane avviene ogni 6-7 ore.

In età adulta il pasto viene consumato una volta al giorno, pressappoco 500 g di croccantini a base di pollo, verdure e carne. In ogni modo è sempre bene controllare i valori nutrizionali del prodotto poiché l'apporto calorico potrebbe variare in base alla marca. Alcuni consigliano di suddividere in due pasti la dose giornaliera per tutta la vita del cane e modificandone quantità ed apporto energetico (con prodotti più o meno calorici o digeribili) in funzione dell'attività svolta e/o l'età.

È importante non far giocare o far svolgere un'attività fisica pesante al cane dopo che ha mangiato, evitando soprattutto di fargli fare salti verticali (vale per tutte le razze, ma soprattutto per i molossoidi).
 

mercoledì 12 ottobre 2011

Il chihuahua

Il chihuahua è un cane di piccole dimensioni. Il nome corretto però è chihuahueño e si pronuncia "ciuauegno". Il nome è dovuto alla capitale dell'omonimo Stato messicano dove sono nati i primi allevamenti di questa razza canina.

I chihuahua possono essere a pelo corto o a pelo lungo (più rari, dato che il gene del pelo lungo è un gene recessivo). Tutti i colori sono ammessi e accettati nello standard della razza, mentre il peso accettato varia da kg 1 a kg 3. È provvisto di coda portata alta e a volte piegata verso il dorso, la testa ha la forma a "mela", le orecchie ben aperte hanno l'attaccatura all'altezza degli occhi, che sono rotondi ma non sporgenti, possiede una dentatura che richiede cure e attenzione. Le sue dimensioni lo rendono particolarmente adatto come cane da compagnia o da salotto, ma è un cane molto attivo. Spesso abbaiano per difendersi, come tutti i cani di piccole dimensioni, ma non risultano particolarmente aggressivi.
Caratteristiche fisiche
Il Chihuahua è in assoluto la razza più piccola al mondo. Al contrario di quanto si possa pensare, però, il suo fisico è robusto e ben compatto. La testa è di grandi dimensioni, ma sempre in armonia con il corpo. Il cranio a forma di mela, gli occhi ben distanziati, non sporgenti e di colori scuro e la fronte spaziosa sono caratteristiche molto apprezzate nei Chihuahua. Le orecchie, poste in basso rispetto alla testa, sono grandi ed erette, ma la punta deve essere arrotondata. Il collo è leggermente arcuato, non particolarmente lungo. Il tronco è ben compatto, con un torace largo e definito e un addome retratto. Le zampe posteriori sono un po' angolate al ginocchio. La coda è posta in alto, può essere dritta o a semicerchio, il chihuahua può avere il pelo più lungo che nel resto del corpo. Sono accette tutte le variazioni di colore e di lunghezza del pelo.

Il Chihuahua, al contrario di quanto possa sembrare dalla sua piccola mole, è un cane forte, estremamente coraggioso, iperattivo e fortemente determinato. È considerato un cane da compagnia, ma la sua tenacia fa di lui un ottimo guardiano. L'indole del cane è certamente molto dolce ed affettuosa, infatti il Chihuahua riesce a stabilire un rapporto molto intenso con il padrone, ma senza lasciar mai da parte la sua testardaggine e, talvolta, il suo istinto di disobbedienza. È un cane comunque facile da addestrare e facile da gestire.

Generalmente è un cane calmo e pacato se non disturbato, ma risente molto dello stato d'animo degli esseri umani con cui vive. È un cane molto sensibile e attento, studia il proprio padrone continuamente e mette in atto vari stratagemmi per cercare di farsi viziare. Individui che abbaiano molto e che ringhiano a chiunque si avvicini mentre sono in braccio al proprio padrone, sono individui che probabilmente, si solito, le hanno tutte vinte dal propro amico umano. In conseguenza a ciò diventano prepotenti, dominanti e iperprotettivi nei confronti di chi ne possiede uno. IL chihuahua è un cane che, sin da cucciolo, va abituato a capire che le attenzioni le otterrá solo su decisione del proprio padrone, e non a richiesta. Questo modo di approcciarsi al proprio chihuahua sin da quando ha due mesi di etá lo renderá un cane sereno, equilibrato, socievole e per niente aggressivo. Nell'ambito della razza, alcuni individui sembrano essere più predisposti di altri ad essere trasportati a passeggio dentro una borsa. Considerata la piccola mole del nostro amico, evitiamo di farlo camminare a terra in luoghi molto affollati, altrimenti correremo il rischio di vederlo calpestato accidentalmente, con conseguenze anche molto gravi sulla sua salute. È una razza da sconsigliare a chi ha bambini piccoli, in quanto non ama essere continuamente stimolato da essi e perché il bambino, essendo per sua natura più maldestro di un uomo adulto, metterebbe in serio pericolo la salute del chihuahua, con cadute accidentali quando venga preso in braccio, e sarebbe a rischio anche perché potrebbe ferirei durante i giochi movimentati dei bambini. dato che molto spesso, in certi casi, può dimostrare un po' di voglia di indipendenza. Le passeggiate al parco e il gioco all'aperto contribuiscono a mantenerlo in forma, anche se non è una razza che dimostri un gran desiderio di uscire a fare la passeggiata. Vive con i bambini, però deve essere rispettato e non deve essere trattato come un giocattolo.

Chihuahua famosi
Tinkerbell, il cane dell'ereditiera Paris Hilton, è il Chihuahua più famoso al mondo! Anche il cucciolo della giovane ereditiera è un VIP, ma nel senso di “Very Important…Pet”









giovedì 6 ottobre 2011

Lo Spinone Italiano

Si ritiene che già nel 1683 in Italia esistessero questi cani, solo che venivano chiamati griffoni, come quasi tutti i cani da caccia a pelo ruvido in quel tempo.
Lo Spinone è una razza molto antica. Senofonte, Seneca, Arriano, Nemesiano, Grazio Falisco e altri autori dell'antichità scrivono di cani a pelo duro, probabilmente gli antenati dell'odierno Spinone. Nel 1683, il francese Sélincourt scrive nel suo libro Le Parfait Chasseur: "Les meilleurs griffons viennent d'Italie et du Piémont"(i migliori Griffoni provengono dall’Italia e dal Piemonte). La più antica immagine di uno Spinone del tutto simile a quello attuale risale invece al XV secolo. Si tratta di un affresco del Mantegna a Mantova, nella Sala degli Sposi del Palazzo Ducale. Utilizzata per secoli dai cacciatori che la impiegavano per la ferma della selvaggina su terreni difficoltosi, ciò dimostra che già allora il nostro Spinone godeva di una chiara fama. Il fatto che si parli di Griffoni e non specificatamente dello Spinone è dovuto al fatto che in quell’epoca, ed anche prima di allora, tutti i cani a pelo duro venivano chiamati Griffoni, per meglio distinguerli dagli altri cani da ferma con mantelli diversi. Per secoli questa razza si mantenne pura, pur rimanendo in mano ai cacciatori che spesso finalizzavano l’allevamento alla sua pratica utilizzazione, piuttosto che basarlo su seri principi di selezione. La sua diffusione andò scemando, come per altre razze da ferma e non solamente italiane, con l’avvento dei cani inglesi. La ripresa ufficiale della razza è storia abbastanza recente ed il vero recupero della razza avvenne negli anni '40 e '50 per opera soprattutto del dott. Brianzi,e oggi essa è tutelata da un discreto numerodi seri allevatori, che fanno dell'attuale standard morfologico e di lavoro un comune denominatore.
Il "Burbero Bonario", il "Clochard", il "Cane Filosofo" o il "Cane Poeta", così come definito per la sua espressione, si presenta in due varietà di colore, il bianco arancio e il roano marrone e ad oggi, la massima espressione di omogeneità la possiamo notare nei bianco arancio, colore più apprezzato e più appariscente, che non risente dell' immissione di altre razze nelle correnti di sangue, molto evidente invece nei roano marrone dove la "tonaca di frate" ideale spesso risulta quasi introvabile.
Lo spinone è un trottatore e la sua costruzione è quadrata o tendente al quadrato.
La sua indole é paziente, tanto che per poter partecipare al gioco si lascia strapazzare senza mai reagire; è una sicurezza assoluta per il suo padrone e per i bambini, lo sguardo dolce e l'aria pensosa da poeta, lasciano trasparire tutta la sua generosità e intelligenza.
Il peso varia da 32 a 37 kg per i maschi, e da 28 a 30 per le femmine, ma non è raro vedere soggetti di circa 45 kg.
Ogni anno nascono circa 600/700 cuccioli, frutto del lavoro di allevatori, cacciatori ed appassionati, che con il loro lavoro di selezione consentono ai soggetti migliori di partecipare ed assurgere alle massime qualifiche in prestigiose competizioni nazionali ed internazionali.
Lo spinone è particolarmente apprezzato all’ estero, specialmente in Gran Bretagna, Olanda, Germania, Svezia, Norvegia, Finlandia e negli Usa.
Alcuni di questi paesi hanno raggiunto la totale autonomia in allevamento, iniziata con l’ importazione dall’ Italia di alcuni soggetti all’ inizio degli anni ottanta.
Specialmente negli Usa e in Gran Bretagna la razza è tutelata dalle associazioni specializzate ed è normale assistere a manifestazioni dove sono presenti anche duecento soggetti nelle due varietà di colore.
Lo spinone, pur essendo estremamente docile, dimostra sempre di avere grande dignità che esprime principalmente nel lavoro cui è stato destinato e che lo rende triste quando gli viene negata, dialogate con lui quando lo avrete al vostro fianco, fatelo sentire importante nel rapporto familiare che non dovrà mai escluderlo per non renderlo infelice.
Lo sguardo sarà la spia dei suoi sentimenti.
Massimo Scheggi: "Si può dire che lo spinone sia un «cane poeta», una sorta di artista da strada, con nello sguardo un qualcosa di profondo e di malinconico. Non c’è cosa più bella, per un cinofilo o per un cacciatore, che parlare con il proprio cane attraverso lo sguardo e capire così i suoi stati d’animo. È stato detto più volte che c’è solo un cane che ha sguardo umano. Ed è lo spinone."

Aspetto generale
Cane di grande mole. Possiede una struttura solida e vigorosa con una forte costruzione ed un'ossatura robusta. La sua muscolatura è ben sviluppata ed evidente. La particolarità di questa razza è la tessitura del pelo; è definito a "pelo duro". La sua testa è unica nel suo genere per l'espressione e per la posizione del pelo.

Carattere
E' uno dei cani più adatti per la caccia su tutti i tipi di terreni. E' un cane molto rustico, con spiccate attitudini. E' considerato un ottimo riportatore. La sua indole è dolce, pacifica ed affettuosa; esprime intelligenza, confermata dalla sua eccezionale capacità di apprendimento. Il suo più grande desiderio è quello di soddisfare il padrone nei suoi voleri. Per la sua pazienza e per la sua socievolezza è adatto anche per stare con la famiglia e con i bambini. E' una razza veramente unica per le sue doti morfologiche e comportamentali. 


martedì 4 ottobre 2011

Il Bracco Italiano

Origine, classificazione e cenni storici

Origine: Italia.
Classificazione F.C.I.: Gruppo 7 - cani da ferma.

Il Bracco Italiano è stata una razza molto popolare soprattutto nell’epoca rinascimentale. Era una razza molto apprezzata dai nobili e dai regnanti in diversi paesi d’Europa. Fu allevato anche dai Gonzaga e dai Medici e venivano impiegati in larga misura nelle cacce che si svolgevano nei boschi dei dintorni, a quei tempi ancora ricchi di selvaggina. Ebbe un grosso declino verso il diciannovesimo secolo ma nell’ultimo secolo è stato rivalutato. Usato per la caccia alla selvaggina da piuma.
L'andatura in caccia e' il trotto, caratteristica questa condivisa solo con lo spinone, tutte le altre razze cacciano al galoppo.

Aspetto generale
Il Bracco Italiano è un cane di costruzione forte che deve dimostrare l’aspetto di un cane vigoroso e armonico nell’insieme. E’ un cane che si distingue con il suo aspetto asciutto e la sua particolare testa con un evidente cesello suborbitale.
 
Carattere
A differenza di alcune razze inglesi da ferma, i quali hanno maggiori possibilità di grande cerca e notano con velocità la presenza della preda, il Bracco Italiano è più lento, ma in compenso può essere utilizzato in ogni tipo di terreno e zona. E’ una razza molto intelligente ed affettuosa e con una sorprendente capacità di apprendimento. E’ una razza dalle doti uniche sia nell’aspetto che nel comportamento e perciò dovrebbe essere valorizzata e pubblicizzata sempre di più in tutto il mondo.

Standard

Altezza:
 - maschi da 58 cm a 67 cm
 - femmine da 55 cm a 62 cm
Peso: tra i 25 kg ed i 40 kg.

Tronco: la sua lunghezza è pari all’altezza al garrese e in alcuni casi leggermente superiore. Il garrese è rilevato ed il torace è ampio e profondo.
 
Testa e muso: la testa si dimostra stretta nelle arcate zigomatiche e misura i 4/10 dell’altezza al garrese. Gli assi cranio facciali sono divergenti. Il muso misura la metà della lunghezza totale della testa e la sua altezza è pari ai 4/5 della sua lunghezza. Le sue facce laterali, viste di fronte, sono lievemente convergenti. La caratteristica principale della testa e' quella di avere gli assi cranio facciali divergenti mentre il cesello e' importante perche' sinonimo di distinzione. La divergenza indica il tipo, come nel pointer devono essere convergenti e nel setter paralleli.
Tartufo: voluminoso e visibilmente sporgente sulla linea anteriore delle labbra.
Denti: completi nello sviluppo e nel numero con chiusura a forbice. Le arcate dentarie devono combaciare.
Collo: deve essere almeno i 2/3 della lunghezza totale della testa. Il distacco della nuca deve essere ben marcato. La gola deve avere una leggera giogaia.
Pelle: elastica ma consistente. Mai con macchie nere.
Arti: con appiombi corretti e con tendini forti e staccati; metacarpi di giuste proporzioni, di discreta lunghezza, inclinatura ed asciutti.
Spalla: è forte e fornita di una buona muscolatura. Deve presentarsi lunga e sufficientemente inclinata.
Muscolatura: ben sviluppata ed evidente.
Linea superiore: si compone di due linee. La prima inclinata quasi retta che dal garrese arriva all’undicesima vertebra dorsale. La seconda leggermente convessa che si raccorda con la groppa.
Coda: dritta e robusta alla radice. Viene portata orizzontale. Viene amputata intorno ai 15-25 cm.
Proporzioni: lunghezza tronco uguale a quella del garrese, lunghezza cranio e muso sono uguali.
Pelo: si deve presentare corto, molto fitto e lucente. Più corto su arti, testa e orecchie.
Colori ammessi: i colori ammessi sono due, il bianco arancio ed il roano marrone: lo standard recita "bianco punteggiato di arancio pallido (melato) e bianco punteggiato di marrone (roano marrone).
Difetti più ricorrenti: misure fuori standard, prognatismo, mancanze di denti, assi cranio-facciali convergenti, enognatismo, depigmentazione totale, mantello di colore diverso da quelli ammessi, monorchidismo, criptorchidismo.

a cura di Vinattieri Federico - www.difossombrone.it

venerdì 16 settembre 2011

Il cane Corso

Si tratta di una razza molto diffusa nel meridione d'Italia fino agli anni cinquanta e in epoche più remote nel resto d'Italia. Morfologicamente appartiene al gruppo molossoide e dal punto di vista funzionale ai cani da presa; per tipologia è molto probabilmente collegato filogeneticamente a quei cani grandi e combattivi di cui vi è testimonianza sin dall'antichità (v. bassorilievi assiri 669-633 a.C.).
 
Storia
I briganti del meridione spesso si avvalevano di cani corsi oltre che di mastini napoletani, i quali servivano per fare la guardia nei rifugi e percepire a distanza l'avvicinarsi del nemico.

L'utilizzo dei cani corsi da parte dei briganti continuò anche contro l'esercito sabaudo prima e italiano poi durante il periodo 1860-70 circa. Per questo motivo le autorità militari del Regno d'Italia (nel caso dell'Abruzzo dal maggiore generale Chiabrera, con ordinanza da Aquila del 25 ottobre 1862) emanarono il seguente ordine: "Dalle ore 24 italiane tutti i cani tanto dentro l'abitato, che in campagna dovranno essere rinchiusi, quelli che si troveranno fuori saranno immediatamente uccisi". Da notare che tali atti non rispecchiano affatto il temperamento dei normali cani corsi, che pur essendo eccezionali guardiani sono una razza estremamente equilibrata e affidabilissima per il padrone e la famiglia.

Nella storia recente, il cane è stato utilizzato per la difesa personale e per il controllo del bestiame grosso. Una mole forte, notevole coraggio ed agilità felina consentono al Cane Corso di ammansire bestiame bovino e suino in quelle particolari circostanze che l'uomo da solo non è in grado di affrontare, come nel caso di un animale imbizzarito o una madre che difende la propria prole.

A partir degli anni 1960, con il progressivo abbandono delle campagne, la riforma agraria e il conseguente venir meno degli stili di vita tradizionali, anche l'allevamento di questi cani subì un forte declino. Negli anni '70 cominciò un'opera di recupero di questo cane e ben presto suscitò l'interesse di parecchi cinofili, attratti dal fascino della razza nel suo aspetto fisico e nella sua indole. L'appellativo corso non si riferisce alla Corsica. "Cane Corso" è una abbreviazione di "cane da corso" che equivale a "cane da corpo" (vedi analogamente corsetto = corpetto). In passato questi cani venivano distinti in "da corpo" per la caccia al cinghiale, ovvero per l'uso in campagna, e "da camera" per la difesa personale, ovvero il cane che il padrone teneva sempre presso la sua persona, persino di notte ai piedi del letto.

Le regioni italiane nelle quali la razza è maggiormente diffusa e, come una vasta iconografia e storiografia testimoniano, nelle quali hanno trovato un'ottima isola di conservazione sono la Campania, la Puglia e la Basilicata.

Possibile parentela con il Mastino Napoletano
Alcuni autori vorrebbero una parentela stretta tra il Mastino napoletano ed il Cane Corso, ma non vi è alcuna documentazione ufficiale in tal senso. Non si sa nulla del Mastino napoletano antecedente alla sua presentazione al mondo cinofilo da parte di Piero Scanziani nel 1946.

L'unica cosa che comunque mette d'accordo gran parte dei cinofili è che il ceppo originario delle due razze resta comunque il medesimo.

 Carattere
Il Cane Corso si attacca molto al proprio padrone ed è molto sensibile al suo umore; è di indole dolce e pacata, leale e protettiva. Ama il contatto con il proprio padrone e ne ha molto bisogno. Può essere estremamente discreto e intelligente, riuscendo a cogliere tutto quello che succede intorno a sé. È un cane molto plasmabile ed assume il comportamento che il padrone gli richiede. Trattato come cane da compagnia resta affabile con tutti. Addestrato per compiti particolari (difesa personale, caccia al cinghiale, etc.) rivela estremo ardimento e potenza. Può essere ostile verso altri cani, specialmente se grandi e dello stesso sesso. 

articolo tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

lunedì 29 agosto 2011

Il Bulldog Inglese

Il Bulldog Inglese è un cane di tipo molossoide originario della Gran Bretagna, inserito nel Gruppo 2 della Federazione Cinofila Internazionale. Venne allevato in origine (primi dell' '800) come cane da combattimento contro i tori; da più di cento anni la selezione viene fatta per carattere e quindi il Bulldog Inglese è oggi a tutti gli effetti un cane da compagnia.
 
L'aspetto
Il suo aspetto è molto particolare: visto di fronte appare basso sugli arti, largo, con anteriore fornito di zampe corte ma possenti e muscolose, lievemente angolate verso l'esterno (ma non mancine) la cui curvatura deve dipendere unicamente dalla massa muscolare molto sviluppata; il posteriore dovrebbe essere più stretto, con arti di lunghezza superiore rispetto all'anteriore, che fanno assumere al Bulldog Inglese una caratteristica linea detta a "dorso di carpa" (o roach back); questa differente larghezza della parte anteriore e posteriore, inoltre, fa assumere al cane visto dall'alto una caratteristica forma "a pera".

La testa appare molto larga (la sua circonferenza dev'essere all'incirca uguale all'altezza al garrese), tipicamente brachicefala, con canna nasale molto corta. La correttezza dello standard vuole che la parte inferiore della punta della mandibola crei una linea retta combaciando con la punta del tartufo e con l'estremità della fronte (il cosiddetto lay back); la canna nasale è cortissima e deve permettere al cane di respirare agevolmente e senza rantoli penosi. In realtà è facile sentire, soprattutto se il clima è caldo e il cane è affannato a seguito di un esercizio fisico, un Bulldog emettere dei rumori di respirazione: questo è dovuto al fatto che, avendo il cane un muso molto corto, la parte finale del palato, che è in tutti i cani più molle della parte iniziale, vibri sonoramente, anche durante il sonno. Le orecchie hanno una forma, detta "a rosa"; la coda può essere "a manico di pompa", che è la forma più desiderabile, ma anche molto corta e lievemente attorcigliata. 
Nelle competizioni quest'ultima non viene penalizzata ma viene fortemente penalizzata la coda nel caso in cui fosse incarnita.

La taglia del Bulldog Inglese varia a seconda del sesso; in questa razza infatti il maschio è notevolmente più massiccio e sviluppato della femmina.
 
Le caratteristiche
La vita media di un Bulldog Inglese si aggira intorno ai 5-8 anni, ma un esemplare ben alimentato ed a cui non è negato un discreto movimento quotidiano, può superare tranquillamente i 10 anni.
 
Il carattere
Il Bulldog è noto per il suo carattere mansueto (difficilmente reagisce alle provocazioni degli altri cani) e per la sua predisposizione per il gioco con i bambini; nonostante ciò non bisogna dimenticare che è un cane di grande forza fisica e che, se provocato, potrebbe reagire causando danni a persone o altri cani.  

I problemi
I problemi che lo affliggono derivano da una lunga selezione improntata all'esasperazione dei caratteri fisici (ipertipo).

Alcuni allevamenti seri stanno lavorando per cercare di ridurre a livelli accettabili le principali problematiche.
Il problema principale della razza è il caldo: il suo essere brachicefalo infatti lo sottopone a sforzi respiratori particolari. È un cane che non va mai fatto entrare in un'auto calda, che non va mai fatto agitare quando il clima è caldo e parimenti va controllata la sua attività fisica con quel tipo di clima. I problemi che potrebbero insorgere, come il colpo di calore, potrebbero essergli fatali. Al primo insorgere di questo tipo di problema occorre intervenire rinfrescandolo con abbondante acqua fresca, bagnando immediatamente faccia, pancia e soprattutto testicoli negli esemplari maschi. Alcuni esemplari presentano gravi displasie dell'anca. Studi condotti negli Stati Uniti dalla Orthopedic Foundation For Animals hanno accertato che il 73.9% dei bulldog inglesi sono afflitti da displasia dell'anca. Questa è una patologia che non sempre si riesce a risolvere, nonostante le operazioni. Negli ultimi anni, dato il costo elevato di questa razza (che si aggira sui 2500 euro), si è venuto ad incrementare il mercato di importazione dai paesi dell'est, che propone bulldog a prezzi molto più bassi, ma privi di ogni controllo medico. Inoltre il parto cesareo è sovente necessario, viste le dimensioni della testa dei cuccioli. Il proprietario di un Bulldog deve quindi preventivare che i costi veterinari saranno considerevoli.  

L'alimentazione
Come per tutti i cani, l'alimentazione è meglio che sia di tipo secco, in quanto perfettamente bilanciata per le esigenze del cane. Però il Bulldog Inglese, pur essendo un cane di taglia media, ha più caratteristiche che lo accomunano ai cani di taglia grande o gigante e quindi, per questo motivo, è meglio scegliere mangimi di tipo Large per razze grandi o giganti, in quanto, oltre ad avere dei tenori proteici più adeguati alla razza, contengono molto spesso la condroitina e la glucosammina, sostanze presenti nei pesci che rafforzano le cartilagini e preservando il cane da infortuni dovuti all'eccesso di peso da adulto, o alla crescita troppo veloce nel cucciolo.

Sarebbe opportuno somministrare al cucciolo degli integratori con le sostanze prima citate, al fine di consentirne una crescita senza problemi. È sconsigliato somministrare calcio senza opportuni esami, in quanto già presente in una dieta bilanciata (ad esempio con il mangime secco)

giovedì 25 agosto 2011

Il Pastore dei Pirenei

Il Pastore dei Pirenei è un cane del gruppo pastori e bovari.  

Storia
Per secoli è rimasto sconosciuto ai più, continuando a portare avanti la sua vita in comune con pastori e greggi nelle zone impervie delle montagne, dormendo all'aperto e accontentandosi di poco cibo. In occasione della Prima guerra mondiale numerosi esemplari furono addestrati come ausiliari dei soldati in prima linea, in particolare per la ricerca dei feriti o per il collegamento tra le trincee. Al termine del conflitto erano sopravvissuti solo pochi soggetti, ma la razza ebbe comunque in seguito una discreta diffusione. Nel 1921 venne redatto il primo standard di razza del Pastore dei Pirenei. Nel 1926 la razza viene riconosciuta ufficialmente dalla Société Centrale Canine e dal Ministero dell'Agricoltura francese.
 
Descrizione
La coda è non troppo lunga, ben frangiata, attaccata bassa e con estremità a forma di gancio. I colori sono il fulvo più o meno scuro misto a peli neri; poco diffusi i mantelli neri o neri e macchiettati di bianco. Il pelo è lungo: quasi liscio e leggermente ondulato, più fitto e lanoso sulla groppa e sulle cosce. Gli occhi sono ben aperti e molto scuri, con palpebre bordate di nero. Le orecchie sono abbastanza corte, moderatamente larghe alla base e non troppo vicine tra loro. In genere sono scorciate. Il cranio è quasi piatto. La testa è di forma triangolare, con muso diritto e piuttosto corto. I piedi sono piuttosto ovali e piatti. Grandi somiglianze con il Pastore dei Pirenei a faccia rasa.
 
Carattere
Ha un'indole sostanzialmente tranquilla anche se in genere si riscontra una maggiore tendenza al nervosismo, più del Pastore dei Pirenei a faccia rasa. Al di là di questo aspetto il Pastore dei Pirenei risulta ubbidiente, con buone attitudini al ruolo di guardiano e pronto a coinvolgere tutti i membri della famiglia nei suoi giochi.
 
Cure
Regolari spazzolate al mantello sono in genere sufficienti a mantenerlo in ordine e in buono stato. Come per altre razze a pelo lungo, nel caso del pastore dei Pirenei va però prestata una particolare attenzione ai parassiti che il cane può raccogliere durante le amate passeggiate all'aperto soprattutto durante la primavera.
 
Consigli
Dato che è dotato di un carattere decisamente forte e battagliero, questo cane necessita di un padrone che sappia proporgli una buona disciplina di comportamento, coerente e soprattutto senza alcun ricorso alla violenza fisica o psicologica che sia.
 
Diffusione
Nel 2004 sono stati iscritti 18 cuccioli ai libri genealogici Enci fra Pastore dei Pirenei e Pastore dei Pirenei a faccia rasa e la diffusione è piuttosto costante.
 
Adatto per...
    Compagnia
    Agility Dog
    guardia molto attento
    possessivo nei confronti del padrone difensivo

articolo tratto da www.wikipedia.org l'enciclopedia libera.

mercoledì 24 agosto 2011

Il Cane da montagna dei Pirenei

Il Cane da montagna dei Pirenei, conosciuto anche con il nome tradizionale di Patou, è la razza canina appartenente al gruppo dei Cani da montagna che svolge tradizionalmente il compito di guardiano del gregge sul versante francese dei Pirenei. Sul versante spagnolo della catena montuosa, nella regione di Aragona, da antenati comuni si è sviluppata la razza del Mastino dei Pirenei. Il Cane da montagna dei Pirenei non è da confondere con il Pastore dei Pirenei, il suo "collega" di lavoro, incaricato di condurre il gregge (pastore-conduttore), mentre il compito del C. da M. dei P. è quello di difenderlo.
 
Storia 
Le sue origini si intrecciano con quelle di altre razze europee appartenenti al gruppo dei cosiddetti Grandi Cani Bianchi, tutte discendenti da molossoidi giunti in Europa dalle regioni orientali, al seguito delle greggi. Un testo di Gaston Phoebus (Le livre de la chasse) risalente al 1300 lo descrive come un ottimo guardiano, dal pelo lungo o semilungo, in genere bruno, con macchie bianche sul corpo. Nel XVII secolo, grazie a una vera e propria infatuazione del Delfino, il principe ereditario della corona francese, divenne la razza prediletta dei nobili d'oltralpe, che lo adottarono a guardia delle proprie residenze. Al 1923 risale il primo standard ufficiale e la Reunion des Amateurs del Chien Pyrenees che si fonde nel 1937 con il club Francese del Pastore dei Pirenei.
 
Descrizione
La coda è lunga, a pelo lungo, termina a uncino. Nei momenti di "attenzione", viene portata arrotolata sulla schiena, a formare la caratteristica "arrundera". Il colore bianco è sempre predominante, sono accettate macchie di colore sabbia e/o grigio. Il pelo è molto lungo e gli occhi son ben livrettati, a mandorla, con iride ben scura. Le orecchie sono attaccate all'altezza degli occhi, ben inserite e poco visibili. La testa è a tartufo nero, calotta cranica tanto lunga quanto larga. I piedi hanno doppi speroni negli arti posteriori, ricercati quegli negli arti anteriori.
 
Carattere
In famiglia è molto dolce e legato al padrone: nei suoi confronti può diventare geloso, ma si affeziona agli altri membri del suo branco umano. Con l'uomo cerca spesso un rapporto paritario, basato sul rispetto a la fiducia reciproca. Non ama la sudditanza, per cui va bandita ogni forma di coercizione violenta. È un cane solo in parte addestrabile all'obbedienza ed è preferibile non spingerlo ad un addestramento svolto all'attacco. Si deve infatti tenere presente che, per via dell'innata indipendenza e della notevole mole, si rischierebbe di avere tra le mani un soggetto non facilmente gestibile.
 
Cure
Non necessita di particolari cure. Per il mantello qualche spazzolata di tanto in tanto. Per quanto riguarda l'alimentazione è bene adottare pasti abbondanti e riccamente proteici. Nessun problema, poi, se si vuol lasciare dormire il cane all'aperto: da secoli è abituato alle prove più dure. Una qualche attenzione va sempre posta ad eventuali parassiti che possono annidarsi nel pelo o dentro il condotto uditivo.
 
Consigli
Date le caratteristiche di questo cane, gli esperti sottolineano ancora una volta come sia necessario usare molta pazienza ma polso fermo nella sua educazione. È sconsigliato tenerlo in appartamento, in quanto il pelo potrebbe dare qualche problema, ma soprattutto perché ama gli spazi aperti. Una casa con giardino è per lui l'ideale.

Diffusione
Nel 2004 l'ENCI ha contato 145 cuccioli iscritti ai libri genealogici, contro i 150 dell'anno prima, i 241 del 2002 e i 172 del 2001, ma la sua diffusione è in lenta discesa considerando i 344 soggetti del 1995 e i 196 soggetti del 1999.

articolo tratto da www.wikipedia.org L'enciclopedia libera e collaborativa

martedì 2 agosto 2011

Il Terranova

Il Terranova è una razza canina, probabilmente originaria dell'omonima isola canadese. Forte e di grandi dimensioni, è molto portato al soccorso acquatico.

Storia
Sono molte le ipotesi sulle origini di questa diffusissima razza. Una delle più probabili lo farebbero risalire ai cani da orso portati in America dalle navi vichinghe. Altri invece ritengono che si sia evoluto a partire da una razza asiatica legata al Mastino del Tibet arrivato nelle Americhe assieme alle popolazioni che attraversarono lo stretto di Bering durante la glaciazione.

Questo veniva impiegato nella caccia, per il traino, per la pesca e anche per la guardia ai villaggi. È molto probabile che entrambe le teorie siano valide: infatti il sangue dei cani importati dai Vichinghi si potrebbe essere incrociato successivamente con una razza appartenente alle popolazioni nomadi provenienti dall'Asia, dando vita al progenitore dell'attuale Terranova.

Tra il XVIII e il XIX secolo tra le isole canadesi del nord-atlantico esisteva una razza denominata Cane di St. John's, utilizzata sia dai pescatori per il recupero delle reti e per il salvataggio in acqua, che dai cacciatori da riporto. Da questi cani si ritiene[senza fonte] siano partite le selezioni, sia del Terranova, che del Labrador.
Descrizione
La razza oggi è divisa in tre diverse varietà a seconda del colore del manto: il nero (il colore più comune), il marrone (definito brown) e il bianco con macchie nere (definito "tipo Landseer", da non confondere comunque con il Landseer vero e proprio).Il colore del pelo più comune è il nero. Il pelo del cucciolo (molto morbido) rimane per circa sette mesi, dopodiché viene sostituito da quello adulto (meno morbido e più lucido).
Caratteristiche
La razza è soprattutto famosa per la sua caratteristica di amare l'acqua. È spesso utilizzato per soccorso. Dal punto di vista caratteriale è amichevole, infatti difficilmente reagisce con rabbia a una situazione a meno che non ci sia un reale pericolo per il padrone. In questa occasione fa valere la sua stazza e la sua potenza.

È una razza che si affeziona moltissimo al proprio padrone. Il suo istinto al salvataggio è così forte che talora può salvare anche chi non ne ha bisogno. Cane delicato nei primi mesi di vita, ma molto robusto da adulto.Il carattere è tipico del tenerone.

Alimentazione e cure
Per la sua grande stazza è necessaria una dieta forte, ricca di proteine che lo aiutino a sopportare il proprio peso. È importante spazzolare il manto in modo appropriato, poiché serve a mantenere il pelo con le sue caratteristiche di resistenza all'acqua e allo sporco. Una spazzolatura errata rischierebbe infatti di togliere questa qualità caratterizzante.

Come per tutti i cani il cioccolato è assolutamente vietato poiché il fegato canino non riesce a scindere la teobromina.
Adatto per:
  •     Compagnia
  •     Pet therapy
  •     Protezione Civile (soccorso in acqua)
Articolo tratto da: Wikipedia L'enciclopedia libera e collaborativa

venerdì 15 luglio 2011

Il bassotto

Il bassotto è una razza canina di origine tedesca caratterizzata dall'altezza proporzionalmente inferiore alla lunghezza; proprio la sua forma così curiosa lo rende particolarmente gradito ai bambini. Si tratta di un cane da caccia, selezionato per seguire gli animali selvatici nel sottobosco intricato, e affrontarlo anche nelle tane sotterranee. La razza, nelle sue 9 varietà, descritte da un unico standard, il n° 148, è l'unica appartenente al 4' gruppo della Classificazione della FCI. Le 9 varietà si distinguono per taglia (Standard, Nano e Kaninchen) e lunghezza e tessitura del pelo (corto, lungo o duro).
La taglia non viene riferita all'altezza al garrese, ma alla circonferenza toracica, superiore ai 35 cm per il B. Standard, superiore ai 30 cm per il B. Nano, e fino ai 30 cm per il B. Kaninchen (viene misurata dopo il 12 mese di età in Italia). Colori riconosciuti: pelo raso Nero focato, cervo e tipi di arlecchino, pelo lungo: nero focato, mogano e tipi di arlecchino, pelo duro: Cinghiale, nero focato cioccolato e Biondo grano.

I bassotti sono dei cani che non tengono in alcun conto le proprie dimensioni, che pure conoscono. Sono capaci di attaccare briga con cani molto più grandi di loro, totalmente incuranti dei rischi che corrono e delle eventuali conseguenze. Si dimostrano spesso molto legati al padrone, riescono ad essere molto simpatici con i bambini. Con gli estranei sono spesso inizialmente guardinghi. Proprio a causa del loro carattere forte, è consigliabile educare i bassotti con fermezza fin da cuccioli, specialmente se si intende tenerli in appartamento. Se non abituati al rispetto del padrone, infatti, i bassotti possono facilmente tendere a comportamenti violenti sia contro le persone che contro le cose.

Data la sua conformazione allungata, il bassotto è soggetto a molti problemi ortopedici. Questa è una delle ragioni per cui la razza è in declino in molti paesi, ed anche nella stessa Germania.
 
Approfondimento: l'alimentazione del bassotto
 
Una volta ricevuto il vostro cucciolo di bassotto dalle mani di un allevatore, la sua dieta consisterà esattamente nello stesso cibo (stesso tipo, stessa marca, possibilmente agli stessi orari) usato dall’allevatore fino a quel momento.

Se decidete di cambiare tipo di cibo per il vostro bassotto, cercate di farlo in maniera lenta e graduale in modo che questa non abbia conseguenze con il sistema digestivo del bassotto e non lo faccia soffrire di uno stress tanto inutile quanto evitabile.

Un modo efficace per cambiare il cibo del bassotto e le sue abitudini è quello di mischiare il cibo nuovo a quello vecchio in maniera sempre maggiore – fino a far abituare il vostro bassotto alla vostra scelta in maniera totalmente naturale.

Una volta che il vostro cucciolo di bassotto è pronto per passare dal cibo per cuccioli a quello per cani adulti, allora starà a voi trovare il cibo per bassotti più adatto ai gusti (esigentissimi) del vostro lungo amico.
 
Le porzioni di cibo per cani devono  sempre essere determinate dal livello di attività del vostro bassotto, dal suo peso, dalla sua età e dalla sua taglia.

Se avete dei dubbi sull’alimentazione del bassotto e sulle quantità da offrirgli per ogni pasto, vi consigliamo  una veloce visita dal vostro veterinario in modo da avere dei consigli precisi ed utili.

Come regola generale, comunque, vi consigliamo di non lasciare cibo costantemente a disposizione dei vostri bassotti (esempio: una ciotola sempre piena di crocchette a loro disposizione) visto che questo può facilmente portare a problemi come l’obesità del vostro bassotto.

È sempre utile, invece, creare un vero e proprio orario dei pasti preciso per il vostro bassotto ed attenersi a questo ogni giorno.

In linea generale vi consigliamo di far mangiare i vostri bassotti una o due volte al giorno sempre allo stesso orario. Tre volte al giorno se si parla dell’alimentazione dei cuccioli di bassotto.
Consigli per l’alimentazione dei bassotti

articolo tratto da www.wikipedia.it e www.canebassotto.it

martedì 28 giugno 2011

Cane di San Bernardo

Storia
Spesso, per ricostruire le origini della razza, si fa riferimento ai grossi mastini che le legioni romane lasciavano con le truppe destinate a presidiare i punti strategici sulle grandi vie di comunicazione. Pare abbastanza probabile che questa possa essere l'origine dei cani di San Bernardo e dei grandi Bovari diffusi in vari Cantoni svizzeri, ma la prima testimonianza certa della presenza di tali cani al Colle, (che allora si chiamava Col de Mont Joux), risale alla seconda metà del '600, quando il pittore napoletano Salvator Rosa ritrasse un grosso molossoide molto simile al moderno cane di San Bernardo.

Probabilmente i primi cani vennero donati ai canonici dell'Ospizio verso il 1660, dalle famiglie nobili del Vallese, per la guardia e la protezione dell'Ospizio stesso dai non infrequenti malintenzionati (le cronache riportano numerosi episodi di brigantaggio), ma anche per numerosi altri impieghi, dal trasporto di piccoli carichi (latte, formaggi), alla fornitura di forza motrice (un dispositivo a mulino, azionato dai cani, muoveva l'enorme spiedo della cucina dell'ospizio). Ma l'impiego che li rese celebri nel mondo fu quello di ausiliari dei canonici (marronier) nel tracciare la pista nella neve fresca, prevedere la caduta di valanghe e ritrovare i viaggiatori dispersi col maltempo.

Fra di loro, il più famoso fu Barry I (1800-1814), resosi protagonista del salvataggio di almeno 40 persone. Alla sua morte, il suo corpo venne imbalsamato e conservato presso il Museo di Storia Naturale di Berna, e da allora il miglior maschio di ogni cucciolata dell'allevamento dell'ospizio prende il nome di Barry. Inoltre, la razza, fino ad allora conosciuta come "mastino delle Alpi", si iniziò a diffondere come chien Barry.

La denominazione cane di San Bernardo venne usata per la prima volta nel 1862, in occasione di una esposizione cinofila presso Birmingham, e si iniziò ad usare universalmente verso il 1880. La stesura del primo standard di razza risale al 1887.

Già a partire dalla metà del XIX secolo ci si era resi conto dei danni causati dalla eccessiva consanguineità tra i riproduttori presenti presso l'allevamento dell'Ospizio, e si decise dunque di ricorrere all'incrocio con il cane di Terranova, ritenuto il più adatto per similitudini fisiche ed attitudinali. Frutto di tale incrocio fu la comparsa del pelo lungo, caratteristico della più diffusa oggigiorno delle due varietà della razza, ma ritenuto meno adatto del pelo corto al lavoro nella neve. La varietà di pelo più idonea al soccorso resta dunque quella originaria, a pelo corto.

Nei primi anni del XX secolo la razza si era diffusa in tutta Europa, ma la popolarità, come spesso accade, portò anche ad alcune deviazioni rispetto alla tipologia originale. Vennero introdotti incroci con Mastiff inglesi ed altre razze, unitamente ad una selezione volta ad accentuare in modo caricaturale le caratteristiche di mole, pelo, lassità della pelle, ecc, rivolte a fattori esclusivamente "estetici", a discapito spesso della funzionalità. La II guerra mondiale arrecò gravi danni a questa, come a molte altre razze. Il recupero del cane di San Bernardo, in una chiave di bellezza funzionale e zootecnica, deve molto all'opera del cinologo italiano Antonio Morsiani, importante allevatore e studioso della razza, che, con il suo Allevamento del Soccorso (fondato nel 1939), contribuì in modo determinante alla salvezza ed alla rinascita morfologica e funzionale del San Bernardo nel dopoguerra in Italia ed in Europa.
 
Descrizione
La testa, caratterizzata dalla spiccata convergenza degli assi longitudinali del cranio e del muso, è la più voluminosa dell'intera specie canina ed esige assoluta priorità nel giudizio morfologico sul tipo. Il cranio è nettamente brachicefalo (indice cefalico 64). Il muso è piuttosto corto ma senza esagerazioni (poco più di un terzo della lunghezza totale del cranio), rigorosamente quadrato e mai appuntito o conico. Le labbra inferiori devono essere ben sostenute da substrato scheletrico. Gli arti devono essere lunghi (distanza gomito-suolo sempre superiore al 50% dell'altezza al garrese), la groppa è orizzontale e gli angoli del posteriore solo moderatamente angolati (l'angolo tibio-metatarsico dev'essere di circa 145°) per consentire una migliore spinta in salita. Il San Bernardo è uno dei cani più grandi e può raggiungere e superare i 90/95 cm al garrese ed anche gli oltre 100 kg di peso. La grande mole (caratteristica imprescindibile della razza), non deve mai però andare a discapito della funzionalità e del buon movimento. Si tratta infatti di un vero "atleta pesante" in grado, se ben selezionato, di portare la sua altezza ed il suo peso, con estrema disinvoltura ed eleganza. L'altezza minima al garrese deve essere di 70 cm per i maschi e 65 cm per le femmine: mediamente, i maschi raggiungono un'altezza di circa 80 cm, le femmine di 75.
 
Carattere
Come tutti i molossoidi è sempre molto attaccato al proprio padrone (con il quale resta cucciolo per tutta la vita) e a coloro che considera amici, particolarmente ai bambini con i quali ha un ottimo rapporto, inoltre è un cane molto socievole, con una forte personalità. È un cane noto per il suo carattere tranquillo: può passare ore sdraiato accanto al padrone senza far notare la sua presenza. Determinato, pronto alla difesa (senza per questo essere mai aggressivo con l'uomo), è dotato di una struttura estremamente poderosa (i maschi possono superare anche i 100 kg), ed è perciò in grado di essere un valido cane da guardia ed avvisatore con fulminea percezione del pericolo e ottima reattività nervosa. Ancora oggi, se addestrato, può svolgere al meglio i suoi antichi compiti di cane da soccorso in montagna. La sua resistenza al freddo ed alla fatica in altitudine sono proverbiali. Eccellente anche come cane da catastrofe e per la "pet-therapy".

Adatto per
  •     Soccorso e guida in montagna
  •     Cane da Catastrofe e Ricerche di Superficie
  •     Compagnia
  •     Pet therapy
  •     Guardia

Tratto da Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

lunedì 20 giugno 2011

L'American Staffordshire Terrier

L'American Staffordshire Terrier (Amstaff), è una razza canina che si cominciò a selezionare negli Stati Uniti d'America e in Canada intorno al 1835. Tra i suoi antenati oltre al Bull Terrier c'è anche una razza oggi estinta: il Blue Paul Terrier, (nome preso dal pirata che ne portò alcuni esemplari nella sua terra). Nei primi decenni la razza venne allevata su basi esclusivamente funzionali, per ottenere soggetti particolarmente dotati per i combattimenti tra cani nelle arene (Pit); le origini della razza sono in comune con quelle dell'American Pit Bull Terrier. A partire dagli anni trenta, gli allevatori hanno seguito due correnti diverse, iniziando a selezionare l'American Staffordshire secondo canoni principalmente morfologici-estetici, mentre la storia del Pitbull ha continuato ad essere strettamente legata al mondo dei combattimenti. Caratteristica principale dell'Amstaff è quella di unire un gran temperamento ad un grande equilibrio, ma una buona socializzazione fin dai primi mesi di vita dell'animale con altri cani e persone, anche all'esterno del nucleo familiare, è uno dei passi fondamentali per farne eccellenti compagni di vita.

L'Amstaff da l'impressione di grande potenza in relazione alla taglia. Ben costruito, muscoloso e nello stesso tempo agile ed elegante. Massiccio, non alto sugli arti o snello nei contorni. Il suo coraggio è proverbiale.

L'American Stafforshire Terrier è un cane che necessita di esercizio fisico regolare.
 
Origini e storia
L'origine di questa razza è la stessa dell'American Pit Bull Terrier, che non è il progenitore come si pensa, ma è lo stesso cane, basta pensare che in america l'amstaff può essere registrato nei registri UKC ( United Kennel Club) come American Pit Bull Terrier. La sua storia nasce dagli incroci tra cani di tipo molossoide e di tipo terrier, creati in Inghilterra per il bull baiting (combattimento di cani contro tori). Tra il secondo e il terzo decennio dell'Ottocento, le autorità inglesi misero fuorilegge questi combattimenti che si trasferirono nella clandestinità, trasformandosi in incontri fra soli cani (dog fighting). Il dog fighting venne esportato contestualmente alla colonizzazione degli inglesi del nord America, da qui il nome American Pit bull terrier.

Nel 1884 si costituisce l'American Kennel Club (AKC) per la tutela delle razze canine pure, che all'inizio del 1900 decise di proibire, come in Inghilterra, i combattimenti. L'AKC chiese anche di cambiare il nome alla razza, sostituendo il termine Pit con Staffordshire terrier. La selezione dell'Amstaff venne improntata sull'eleganza e l'appariscenza, divenendo un cane da esposizione e da compagnia.

La razza è riconosciuta ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) e non è stata catalogata, in base all'ordinanza del Ministro Sirchia, come "pericolosa" quindi non ha alcun bisogno della museruola.
 
Aspetto generale
L'Amstaff dà l'impressione di forza rispetto alla sua taglia (proporzionato, muscoloso, agile ed elegante, attento). Il suo atteggiamento esprime dinamismo e prontezza, accompagnati da una grande sicurezza in se stesso:
- La testa è di lunghezza media, con cranio ampio e profondo, muscoli facciali ben pronunciati, orecchie collocate in alto.
- Le orecchie sono mozzate (pratica illegale in italia) o integre. Queste ultime corte e appuntite o portate a "rosa".
- Gli occhi sono scuri e tondi, piazzati sul cranio in basso e ben distanziati.
- Il muso è di lunghezza media, tondo in superficie con una caduta direttamente sotto gli occhi. Le mascelle sono ben definite (l'inferiore è robusta e forte nella morsicatura). Le labbra sono aderenti e compatte. Gli incisivi superiori si chiudono ben compatti all'esterno degli incisivi inferiori. Il tartufo è di colore nero. La lunghezza è in proporzione alla testa. Visto di profilo o frontalmente, appare in perfetta armonia, ne troppo lungo né troppo corto; la linea superiore è diritta.
- Il collo è possente, lievemente arcuato, che si assottiglia da dietro le spalle verso il cranio (lunghezza media).
- Le spalle sono robuste e muscolose con delle scapole ampie e oblique.
- Il dorso è corto. Scende leggermente dal garrese fino alla groppa con una lieve inclinazione dalla groppa fino alla base della coda. I fianchi leggermente arrotondati verso l'interno.
- Il corpo presenta costole ben arcuate, ben sviluppate verso la parte posteriore del corpo e compatte. Arti anteriori (gamba) ben distanziati tra loro per poter dare spazio allo sviluppo del torace. Il torace deve essere ampio e profondo.

La coda la lunghezza della coda non supera il garretto , situata in basso, che si assottiglia nella parte terminale. 

- Le zampe anteriori sono dritte, con ossa tonde e robuste, il pastorale eretto. Le zampe posteriori hanno la muscolatura ben definita, assottigliate al garretto (dritto), di misura media ben arcuate e compatte. Il portamento è agile ed elastico,mai molleggiato.
- Il pelo è corto e privo di sottopelo, folto, duro al tocco e lucido.
- Il colore può essere unito, a chiazze o tigrato, anche se la regolamentazione ufficiale FCI non riconosce come razza pura gli esemplari il cui pelo sia per più del 80% bianco, nero, rossiccio o a macchie. Il bianco non è apprezzato dai giudici alle expo ma molti esemplari con buona pigmentazione vengono utilizzati nella riproduzione, sia maschi che femmine.
- L'altezza ed il peso sono proporzionate tra loro. L'altezza al garrese per il maschio va da 45,72 cm a 48,26 cm, per la femmina va da 43,18 cm a 45,72 cm.




Tratto da Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

mercoledì 8 giugno 2011

Il Setter

Il Setter è una razza canina molto utilizzata nella caccia, sia da riporto che da punta per uccelli come quaglie, starne, beccaccini, beccacce, forcelli e fagiani. Un Setter effettua la ricerca della preda in maniera silenziosa e, una volta trovata, si ferma davanti ad essa puntandola, assumendo la caratteristica ferma. Non a caso, i Setter devono il loro nome proprio a questo comportamento, ossia fissare (in inglese to set) puntando con il muso la preda da cercare. La maggior parte dei Setter nascono con una predisposizione naturale per la caccia; gli addestratori interessati a questo genere di cani gli fanno sviluppare ulteriormente fin da cuccioli quest'istinto.
 
I progenitori dei moderni Setter nacquero probabilmente in Spagna nel XVI secolo come evoluzione degli Spaniel. Successivamente questi cani vennero esportati in Francia, ma soprattutto in Inghilterra, dove le razze si svilupparono fino ad arrivare alle varietà odierne di Setter.

I Setter hanno un pelo lungo e setoso e possiedono un carattere giocoso e socievole, sia verso gli uomini, sia verso i congeneri. Inoltre, consumano molta energia e richiedono esercizio per mantenerli attivi ed in forma.

La razza Setter comprende le seguenti varietà:
  •     Setter Inglese
  •     Setter Scozzese (o Setter Gordon)
  •     Setter irlandese
Setter inglese
Il Setter Inglese è una razza canina originaria dell'Inghilterra, affinata intorno al 1808 da Sir Edward Laverack (1798-1877) dopo un'accurata selezione a partire da vari ceppi genetici preesistenti in terra d'albione. In seguito la razza venne conservata e ne venne promossa la diffusione ad opera di Sir. Purcell Llewellin e di William Humphrey. È un cane molto dolce e mite, adatto sia alla compagnia ed eccellente per la caccia (sia da riporto che da punta). Infatti il nome stesso deriva dalla predisposizione del cane di flettersi in vicinanza della preda. Il nome deriva dal verbo to set (puntare) e non to sit (sedersi) come molti credono. I Setter Inglesi che fermano seduti non sono cinofilicamente più pregiati di quelli che fermano in piedi.

Storia
Le sue antiche origini risalgono addirittura al 1500, periodo in cui il conte Leicester adoperò il Setter in battute di caccia. Successivamente, la sua particolare attitudine ad acquattarsi e strisciare in presenza della preda fu considerata una delle caratteristiche che interessarono Laverack a questa razza. Laverack, rimasto orfano a 14 anni, venne adottato da uno zio, ricco industriale di Manchester, che morendo, quattro anni dopo, gli lasciò in eredità un ingente patrimonio. Il giovane decise di abbandonare la carriera industriale, per la quale non si sentiva affatto portato, e si trasferì in campagna cominciando ad allevare cani. Nel 1825 acquistò dal reverendo Harrison una coppia di setters (Ponto e Old Moll), cui si aggiunsero poi altri due soggetti. Questi quattro esemplari, però, si dimostrarono poco prolifici e, a causa della loro consanguineità, eccessivamente nervosi. Purcell Llewellin, amico e collaboratore di Laverack, tentò di diminuire tali difetti mediante immissioni di incroci di setters provenienti da altri allevamenti (setter nero focati, setter irlandese). Nel 1865 cominciarono le field trials ed i setters iniziarono il loro galoppo verso il successo e la notorietà. Inizialmente però, in Italia, il setter Laverack venne osteggiato: era considerato troppo bello e armonioso; a quei tempi, infatti, il cane da caccia doveva essere -questa almeno era la concezione- robusto e basta. L'estetica non aveva alcun significato, anzi, proprio come accadeva per il setter, diventava una condanna. Il primo esemplare italiano esordì a Milano in una mostra del 1881 e successivamente, nel 1920, comparve il primo allevamento di setter in Italia. Il setter cominciò così ad acquistare notorietà e a diventare un soggetto apprezzatissimo.

Setter scozzese 
Il Setter Scozzese o Setter Gordon è un cane da ferma britannico di media taglia, meglio conosciuto come setter gordon.

Il Setter Gordon è una razza creata verso la metà del XIX secolo. Pare sia nato dall’incrocio tra un Setter Inglese e un Border Collie. Secondo alcuni esperti, contribuirono alla formazione della razza anche il Setter Irlandese ed il Bloodhound o Chien di Saint-Ubert. Forse nelle vene dei setter scozzesi scorre il sangue anche dei Pointer.

Il nome della razza deriva da quello dei duchi di Richmond-Gordon di Scozia, ai quali si deve la creazione della razza. Questo setter è molto più massiccio e pesante del Setter Inglese. È adatto per il galoppo e la sua struttura fisica ricorda il corpo del cavallo da caccia (Hunter).

Setter irlandese
Il Setter Irlandese è un cane di origine irlandese di colore rosso mogano. È una razza adatta sia alla caccia che alla compagnia, ma si presta anche a mostre canine.
I maschi hanno una statura di circa 61-66 cm e le femmine di 58-65; il peso maschile si aggira sui 27-34 chilogrammi e quello femminile sui 25-32. È un cane che rimane magro di costituzione, talché è consigliabile dosare con precisione la giusta razione di alimenti e pesare il cane, di tanto in tanto, per mezzo di una bilancia. Il suo muso è allungato, con canna nasale dritta e tartufo nero; i suoi occhi sono di colore marrone o nocciola scuro e le orecchie hanno forma triangolare e sono sottili; la coda è orizzontale e presenta frange. Il pelo è lungo tranne che sulla testa, di colore rosso mogano, dorato e luminoso, sempre in assenza di nero. È tollerata, ma non desiderata una macchia bianca sul petto che da vecchi allevatori era ricercata in quanto sinonimo di grande qualità venatoria. Il pelo impiega qualche anno per raggiungere la lunghezza tipica della razza. Notevolmente prolifico, è un cane molto longevo, soprattutto in relazione alla mole, potendo anche superare i 15 anni. L'andatura è caratterizzata da un galoppo sciolto e velocissimo.
Caratterialmente il setter irlandese è un cane molto vivace, soprattutto nei primi anni. Le femmine tendono a tranquillizzarsi dopo il primo calore ma restano comunque dei cani molto energici e vitali. Hanno bisogno di fare lunghe passeggiate e di correre in spazi aperti. È un cane che difficilmente può vivere solo in appartamento e necessita di uno spazio aperto, anche piccolo, per sfogare le proprie energie. È un cane molto affettuoso e cerca molto il contatto umano. Si può educare ed è piuttosto intelligente, presenta spesso un carattere testardo e a volte controverso. Dal sistema nervoso sensibilissimo (è facile vederlo tremare quando prova emozioni), necessita di molta calma, pazienza e conoscenza della razza nell'educazione del soggetto (e tanto più nell'addestramento), non tollerando assolutamente maniere forti e nervosismi; una volta che conquista la fiducia nel padrone, è anzi un cane altamente affidabile. È normalmente molto socievole con gli altri cani ed animali (ad eccezione della selvaggina, verso la quale nutre una naturale tendenza ad incalzarla). Se non utilizzato per la caccia, è adatto a vivere in famiglia e con i bambini.